Parlare di adolescenza non sempre significa riferirsi ad una vita composta di feste epiche, viaggi insoliti e abiti firmati. Troppo spesso essa è vista convenzionalmente, come qualcosa di profondamente scontato. L’adolescenza, in realtà, è un periodo vulnerabile e complesso. Non è standardizzata. Non è qualcosa di così uniforme. é un insieme di cambiamenti, sentimenti, emozioni e stati d’animo così diversi e coloriti da prendere innumerevoli sfumature. ‘Lady bird‘, film del 2017 candidato a 5 premi Oscar, affronta l’adolescenza nella maniera più semplice e trasparente possibile.

Un’adolescenza non convenzionale

Fin da subito, la vita di Christine, protagonista del film, appare come una vita ordinaria. Niente di profondamente sconvolgente. Qui troviamo la crudezza di un’adolescenza vera, composta di vulnerabilità e personalità contrastanti. Il bisogno di affermarsi e trovare un’identità è palesemente evidente. Christine vive a Sacramento,  in una famiglia di condizioni modeste. Ci troviamo in un periodo di crisi economica. E la protagonista affronta le difficoltà di una vita non sempre rosea. Ma Christine ha una natura creativa e alternativa che la sua famiglia cerca di deviare proponendole un college modesto e un lavoro onesto. La sua è una personalità forte, non sempre amabile. Spesso risulta terribilmente irritante e testarda. Una ragazza che odia il suo nome e che preferisce farsi chiamare Lady bird, appunto. Un’adolescenza quasi melodrammatica, riempita di sarcasmo e ironia. Una vita sentimentale non sempre perfetta. La costante attesa di un futuro migliore. Ci troviamo alle prese con un film onesto, chiaro, quasi ‘crudo’. Lady bird mostra con naturalezza il lato più terribile della vita in famiglia, del rapporto con i genitori e con i coetanei. Fin da subito viene fuori il lato più grezzo dei personaggi, il lato più autentico di personalità complesse e mai perfette. Niente di stereotipato. Ogni personalità è diversa, ogni personalità è dimostrazione di una vita quanto più veritiera possibile. Lady bird segna il confine tra l’adolescenza e l’inizio della vita adulta. Un confine zeppo di fragilità e aspettative. La speranza di cambiamento e la trepidante attesa di una vita grandiosa fanno da cornice ad un film apparentemente spensierato. Un cambiamento non sempre accettato e inaspettato.

L’adolescenza e la ricerca di identità

Adolescenza è transizione. Un cambiamento non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto dal punto di vista psicologico e intellettuale. Un processo lento e vulnerabile che esige conferme dal gruppo dei coetanei. L’adolescente è un soggetto che sta trovando il proprio posto nel mondo. Il gruppo dei coetanei svolge un ruolo preponderante durante questo periodo. Il soggetto ha bisogno di affermarsi, di ricercare la propria personalità in un gruppo d’interesse. Personalità complesse e dalle mille sfaccettature. L’identità viene anche messa alla prova dalla relazione con l’altro sesso e dal rapportarsi con quest’ultimo. I cambiamenti fisici fanno da contorno in questo periodo di transizione.

Un periodo carico di aspettative e spesso profondamente difficile. I fattori in gioco durante l’adolescenza non comprendono solo la sfera fisica, ma anche quella familiare, sociale e psicologica. Lo sviluppo dell’identità non si ferma con l’adolescenza, esso si reinventa costantemente durante tutto l’arco di vita, eppure nell’adolescenza viene ad affermarsi per la prima volta. Ci si riconosce come maschio o come femmina e nei commenti sull‘aspetto fisico e sull’abbigliamento si esplica questo riconoscimento. Un’identità multiforme. E non convenzionale. Un periodo di crescita psicologica e fisica che va compreso e giustificato.

 

 

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