Si mostra in foto, piena di lividi e con i tratti gonfi per i traumi, ma senza vergogna. Melissa Gentz, 22enne brasiliana che vive in Florida, è stata brutalmente pestata dal fidanzato. Il motivo? Una foto pubblicata su Instagram, dove la ragazza mostrava una discreta scollatura. Dopo che l’ex fidanzato, arrestato per l’accaduto, era stato rilasciato su cauzione, Melissa ha voluto denunciare il fatto e renderlo pubblico. Mostrandosi senza remore, spera che il suo messaggio sia d’aiuto e incoraggi tutte quelle donne che, ancora oggi, o tacciono o perdonano le violenze dei propri compagni

Ha 22 anni, vive in Florida, ma ha origini brasiliane. È molto famosa nel suo paese natio, tanto che il suo profilo Instagram vanta più di 200mila follower. Ed è proprio su questa piattaforma che Melissa Gentz ha deciso di denunciare il suo (ora, fortunatamente, ex) fidanzato, colpevole di averla brutalmente picchiata. Il motivo che ha scatenato la sua furia è stata una foto pubblicata sempre su Instagram, che, secondo l’uomo, avrebbe mostrato troppo la scollatura della fidanzata.
La foto incriminata
Melissa ha voluto ripubblicare la foto motivo della violenza del fidanzato, dopo che quest’ultimo l’aveva cancellata.

Ma a voluto anche aggiungere qualcosa: “Ripubblico questa foto perché il mio ex l’ha cancellata, ha detto che le ragazze che hanno un fidanzato non dovrebbero mettere foto in cui mostrano la scollatura. Chiedo a TUTTE le donne di aver il coraggio di mettere fine a relazioni violente e abusanti come è stata la mia. È iniziato tutto con delle lamentele, per le mie foto su Instagram – scrive – poi per i messaggi che ricevevo. Un giorno mi ha presa per i capelli e mi ha detto che dovevo ricordarmi che ero la donna, in quel rapporto”
La gelosia e la violenza
L’uomo non si è fermato lì, però. Erick Bretz, questo il nome dell’ex fidanzato, star della motocross e milionario, figlio di uno dei proprietari di uno dei supermercati più grandi del paese. Una notte, così ha raccontato Melissa alla polizia, l’uomo è tornato a casa e dopo un paio di birre di troppo, si è lanciato contro la compagna.

Colto da un raptus di gelosia, ha preso a calci e pugni la fidanzata (da qui i lividi sul volto), scaraventandola poi a terra, strappandole i capelli e cercando di strangolarla cingendole il collo tra le gambe. La 22enne ha poi chiamato la polizia in preda al panico, sconvolta dalla violenza con cui l’uomo le si è gettato contro. Erick Bretz è stato arrestato, ma dopo aver negato tutto, è stato rilasciato su cauzione.
La denuncia di Melissa
Giustamente, Melissa non è rimasta in silenzio, e ha anzi reso pubblico l’accaduto e le foto mostranti i segni della violenza. “Non voglio nascondere i segni di quanto mi è successo – ha affermato – perché nessuna donna si deve vergognare o deve sentirsi in colpa per essere stata vittima di violenza domestica“. In Brasile in moltissimi si sono mobilitati per rendere pubblica la sua storia e sensibilizzare sempre di più riguardo al tema della violenza di genere.
La consapevolezza della violenza
Come evidenziato da Melissa, ci vuole coraggio per terminare una relazione caratterizzata da abusi e da violenze. Ma non solo. Uno degli ostacoli più grandi per arrivare a denunciare una violenza e averne piena consapevolezza. Questo perché la violenza fisica non è l’unica forma di violenza, e spesso viene preceduta da altri campanelli di allarme.

La psicoterapeuta Cinzia Sintini, in un articolo pubblicato sul sito dell’associazione “Linea Rosa”, scrive: “La violenza psicologica è una violenza oggettiva, chi subisce aggressione psichica è sottoposto ad un evento traumatico, chi è sottoposto a violenza psicologica si trova in uno stato di stress permanente […]. Il problema relativo alla violenza psicologica, infatti, è relativo al riconoscimento di essa, alla consapevolezza di esservi sottoposti”.
La violenza psicologica: più sottile, subdola, ma egualmente nociva
Il più grande problema è rivalutare le dinamiche di coppia per rendersi conto delle violenze subite. Quando si ama, e quando si è inseriti in un contesto di coppia, l’identità personale di ciascuno di noi è fortemente influenzata da quella che viene definita l’identità di coppia. Metterla in dubbio o arrivare a estinguerla rappresenta, a tutti gli effetti, un vero e proprio lutto. Ma questa errata percezione delle dinamiche che caratterizzano il rapporto diventa la propria gabbia. E dubitare della nostra percezione a volte diventa un giogo anche al di fuori della coppia, come nei casi di mobbing.

Ed è così che si rischia di rimanere passivi di fronte a una forte violenza psicologica, incapaci di averne consapevolezza. Una violenza che pone sotto uno stress continuo e che, se sommata alle condizioni psicologiche più precarie tipiche del nostro tempo, colpevoli un clima socioeconomico poco prospero, non può essere ignorata o giustificata. Specie in un paese come l’Italia, dove, nonostante i progressi fatti, i dati (riportati eccellentemente in un articolo del Sole 24Ore) riportano un numero di violenze preoccupanti. Lo stesso paese dove una donna su tre dichiara di aver subito violenze, anche al di fuori delle dinamiche di coppia, ma solo il 12,2 % lo ha denunciato. Che le parole di Melissa possano allora incoraggiare a una maggiore consapevolezza e ad avere il coraggio di denunciare.