La cronaca nera é piena di pagine che raccontano storie di violenze e omicidi verso le categorie piú deboli: invalidi,bambini e anziani.

I colpevoli di questi reati pagano la loro pena, ma poi torneranno nella società.

Ieri é uscita la notizia che un’ infermiera sarà rilasciata dalla prigione dopo aver scontato 14 anni, grazie alla buona condotta e all’ indulto.

Cosa succede nella mente di queste persone? Analizziamo lo stress da lavoro (sindrime da burnout).

Esistono, soprattutto in paesi industrializzati, mansioni che sono soggette a questo tipo di stress.

Il personaggio che non vive in modo adeguato e armonioso il proprio lavoro, puó riportare vari sintomi quali ansia, depressione, le quali causano attacchi di ira che possono essere ripercossi sul nucleo familiare o nell’ambiente lavorativo.

Il lavoratore, che non è ascoltato e accompagnato nel suo percorso lavorativo da consulenti, può aggravare totalmente la propria condizione, adottando come metodo di liberazione e “valvola di sfogo” il tormento verso ciò per cui lavora.

In casi come questi,si ha a che fare con persone deboli, le quali, indifese, subiscono violenze e ne casi più gravi l’ omicidio.

Cosa bisogna fare per evitare assolutamente questi eccidi inutili?

Innanzitutto è opportuno essere seguiti dall’azienda anche sotto il profilo psicologico poichè, queste persone, arrivano ad un livello tale di stress da sbarazzarsi del proprio lavoro nel modo più sbagliato ma semplice, passatemi il termine, possibile.

Il lavoro del terapeuta, deve essere volto alla trasformazione del distress (stress nocivo), in eustress (stress positivo, che ha come funzione quella di far nascere strategie volte ad andare avanti e superare gli ostacoli in modo da sfruttare l’ occasione ed imparare dagli eventi stressanti).

Successivamente, bisogna sottoporre i lavoratori ad un questionario che misura lo stress da lavoro (questionario SOS), il quale denota un grafico della situazione “psicologica” dei dipendenti.

Inoltre, il dirigente di un’ azienda o anche il lavoratore autonomo, deve conoscere un minimo delle conseguenze dello stress che le attività lavorative possono causare.

Sindrome da burnout
Sindrome da burnout

Ricordiamo: affinchè si pone il lavoratore in una situazione confortevole e agiata, seguendolo passo per passo, tutto andrà per la migliore.

Purtroppo, in questi casi, non si tratta di uno scatolone caduto, di una padella bruciata, ma di soggetti che devono obbligatoriamente essere protetti e accompagnati verso il loro futuro degno di una persona.

Mattia Mancini

 

 

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