Periodi di forte stress sono in grado di generare un’intensa ansia. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Emotion, giocare a Tetris potrebbe rappresentare un perfetto meccanismo di coping.

Tetris e studi di Psicologia: disturbo post-traumatico ed “Effetto Tetris”

Ci sono stati una serie di studi scientifici su Tetris, uno dei giochi per computer più popolari al mondo, in cui i giocatori devono impilare in file ordinate blocchi colorati formati da quattro quadratini (da qui il nome “Tetris”) che cadono da ogni direzione.
Ad esempio, uno studio del 2009 ha scoperto che la propria attività cerebrale diventa più efficiente più a lungo si gioca a Tetris: più un giocatore diventa abile, minore è la quantità di glucosio (quindi l’energia) che il cervello consuma per lo sforzo cognitivo necessario al gioco.
Nello stesso anno, un gruppo di ricerca dell’Università di Oxford ha riferito che giocare a Tetris possa ridurre l’impatto della visione di scene traumatiche, rendendo il gioco un trattamento promettente per il disturbo da stress post-traumatico.
Tetris sarebbe una distrazione così efficace da poter aiutare a ridurre le crisi di astinenza di chi è a dieta e di tossicodipendenti. Dopo l’utilizzo prolungato del gioco, le immagini delle combinazioni di Tetris tenderebbero a fissarsi nella mente: è il così detto “Effetto Tetris“.

Effetto Tetris

Questo effetto si riferisce al comune fenomeno psicologico per cui un’attività che richiede un alto livello di attenzione può influire in modo incongruo sui processi di pensiero, sogni e immagini mentali. Chi gioca per lunghi periodi di tempo a questo gioco può essere portato a ragionare involontariamente sui modi di “impilare” oggetti del mondo reale o vedere oggetti geometrici in movimento ai limiti del proprio campo visivo quando chiude gli occhi. E’ molto comune che le stesse immagini possano apparirgli in sogno, soprattutto nel passaggio dal dormiveglia al sonno. Il nome “Effetto Tetris” è dovuto al fatto che questo fenomeno sia stato osservato per la prima volta con questo gioco, sebbene ciò accada con qualsiasi immagine o scenario ripetuto (solitario, puzzle, e così via): per caso ti è capitato con Ruzzle, eh?

Lo studio: flow experience come strategia di coping

La psicologa dell’Università della California, Riverside, Kate Sweeny, ha quindi concluso che Tetris potesse essere una valida distrazione per l’ansia nell’attesa di notizie importanti: i risultati di un esame medico, per esempio, o di un test di abilitazione. Secondo la ricercatrice, le persone non sembrano gestire molto bene queste situazioni stressanti, tuttavia la maggior parte di esse ritiene che distrarsi possa aiutare a ridurre quest’ansia.
Lo studio ha messo in luce come giocare a Tetris possa indurre uno stato di flow. In questo contesto, il termine flow viene usato per descrivere uno stato mentale totalmente focalizzato sul gioco e disimpegnato, libero da preoccupazioni ed anticipazioni su possibili eventi futuri individualmente rilevanti. In particolare, i giocatori che al termine dell’esperimento affermavano di aver esperito uno stato di flow affermavano di sentirsi meno preoccupati, meno presi da emozioni negative come tristezza, ansia e rabbia e di provare più emozioni positive.A partire da questi risultati i ricercatori californiani sono concordi nell’affermare che uno stato di flow, quando raggiunto, possa portare dei benefici durante periodi di preoccupazioni o d’attesa di notizie importanti. Gli autori, pertanto, considerano la distrazione che consegue al flow, una strategia di coping che, seppure imperfetta e non immediata da raggiungere, può essere funzionale ed adattiva in alcuni momenti della vita.Per la psicologia positiva le  “strategie di coping” sono tutti i meccanismi messi in atto da un individuo per fronteggiare problemi personali ed interpersonali, allo scopo di gestire, ridurre o tollerare lo stress.

Cos’è lo stato di “flow”? Come è possibile raggiungerlo?

Naturalmente, Tetris non è l’unico modo per raggiungere lo stato di flow. Suonare uno strumento, nuotare, leggere un libro sono tutti hobbies che possono aiutarci a sperimentarlo, sebbene non sia così facile trovare l’attività giusta per noi.
Secondo Mihaly Csikszentmihalyi, psicologo ungherese che nel 1975 ha coniato questo termine, lo stato di flow fa riferimento ad “una sensazione olistica caratterizzata da un’improvvisa espansione dei confini di sé (…) e da un significativo incremento della percezione di controllo nei confronti dell’attività stessa”.Lo stato di flow si verifica nel momento in cui la persona è coinvolta con la massima dedizione in un compito appassionante durante il quale riesce nel miglior dei modi ad esprimere il proprio talento e potenziale.
(Nel video: Mihaly Csikszentmihalyi – Flow, the secret to happiness TED):

Csikszentmihalyi ha intervistato molti artisti, musicisti, sportivi e altri professionisti di diverse età, studiandone l’atto creativo. Dalle loro risposte ha individuato alcuni fattori comuni che gli hanno permesso di capire che l’esperienza di flusso è caratterizzata dall’equilibrio che il soggetto sperimenta tra le difficoltà, le sfide del compito che sta svolgendo (challenge) e le capacità personali percepite (skills). Per raggiungere uno stato di flow bisogna che l’attività in questione vada leggermente oltre i limiti del soggetto, ma non troppo (cadremmo nella noia) né troppo poco (potremmo sentirci frustrati). E’ per questo che non è scontato trovare il giusto modo per raggiungere questo stato di flusso.
La persona, durante l’attività, prova un alto livello di concentrazione, ha una percezione distorta del tempo (il proprio orologio interno rallenta e quello esterno accelera il suo andamento) ed è spinta dall’interesse nei confronti del compito che sta svolgendo, il quale risulta particolarmente piacevole per lei. L’esperienza provata è così intensa che dalla routine quotidiana, il soggetto fa un salto in un’altra realtà, quella alternativa al reale.

I risultati raggiunti sono una svolta per la ricerca: è la prima volta che il concetto di flow viene messo in relazione al benessere durante attese snervanti e momenti di stress. Il flow davvero determina e promuove il benessere (almeno nel breve termine). Attività quotidiane semplici, come giocare a Tetris, rappresentano strategie realmente utili nel fronteggiare le sfide e le ansie di tutti i giorni.

Susanna Morlino
@karmadelevingne

 

 

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