Il sesso è da sempre uno dei tabù più sentiti. Forse non sarebbe neanche così sbagliato definirlo IL tabù per eccellenza. Si tratta di un argomento che condiziona notevolmente la vita quotidiana. Anche se un tempo più di oggi, parlare in pubblico di questo soggetto è ancora considerato molto sconveniente. Molte volte, anche parlarne in famiglia o con gli amici viene vissuto come impensabile.

Certamente non è sempre il caso e, anzi, come si diceva, la situazione è migliorata notevolmente nel corso dei secoli. Ora il sesso è vissuto meglio, in un certo senso più apertamente anche. Si pensi solo ad alcuni programmi televisivi o serie tv che una volta sarebbero stati considerati inaccettabili perché trattano senza eccessivi filtri dell’argomento.

Sex Education è una serie con protagonista un giovane studente delle superiori che dà lezioni di educazione sessuale ai suoi compagni

L’imbarazzo però è sempre e comunque onnipresente, come anche notevoli tabù. Guardandosi indietro, si notano quindi sia dei punti di decisivo stacco con quella lontana concezione, sia dei dettagli di, anche se lieve, somiglianza. Un paio di domande dunque sorgono. Inizialmente sul come viene vissuto il sesso, e in generale il rapporto uomo-donna, nel corso dei secoli. Poi su come questo viene trattato dai e per i più. Essendo un argomento molto ‘umano’, nelle opere di letteratura che di umano parlano è facile che possa venire fuori. Come gestivano la situazione un tempo, e cosa invece accade ora?

 

Dante e la donna angelo

Dante scrive ‘Tanto gentile e tanto onesta pare’, descrivendo la sua amata come una donna-angelo che porta salvezza

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova:

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: sospira

Per uno Stilnovista, per esempio, pensare alla donna come essere carnale era assolutamente fuori questione. Tra le fila del Dolce Stil Novo, una corrente poetica sviluppatasi verso la fine del 1200 e l’inizio del secolo successivo, vi erano il sommo Dante Alighieri, ma anche Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti. Per loro, infatti, l’unico rapporto che poteva essere messo per iscritto, che per uno Stilnovista valeva la pena essere reso pubblico ed elogiato era quello dell’amore platonico. Il fisico non entrava in gioco, la donna era eterea, sfiorava il terreno senza quasi toccarlo. Era un essere angelico ed evanescente, bellissimo e splendente, ma altamente religioso e spirituale.

I capelli o gli occhi erano i dettagli che si potevano lodare, non le sue forme. Una descrizione fisica e ‘terrena’ della donna era assolutamente mal vista. Il sesso non era la questione, bensì un rapporto casto, intellettuale e di elevazione reciproca era ciò che veniva decantato. L’amore stilnovista è un amore che porta ad un’elevazione dell’anima dell’amato, che tramite la sua donna-angelo riesce ad entrare in comunione con Dio. La fisicità passa dunque in secondo piano, perché quello che conta davvero è lo spirito. Il pensare la donna come un essere terreno ed una compagna per atti non spirituali non sarebbe stato fine allo scopo ultimo dell’amore.

Questa scelta non risulta strana, soprattutto considerando l’epoca in cui Dante e gli altri Stilnovisti sono vissuti. La religione regnava sovrana nell’Italia del tempo, gli scontri a suo nome erano sempre più frequenti. Ogni azione o evento era strettamente ricollegato a Dio, sia quelli positivi che quelli negativi. Come si può anche solo pensare, dunque, che in un’epoca simile il sesso fosse trattato liberamente e pubblicamente, e che il rapporto uomo-donna fosse visto dagli intellettuali come una semplice questione fisica e di attrazione?

 

Cinquanta sfumature di ventunesimo secolo

Tutto cambia alcuni secoli dopo. Certo, già Boccaccio aveva un po’ rivoluzionato le carte in tavola, presentando una donna che angelo non era, ma per questo alcuni tendevano a criticarlo. Anche Shakespeare aveva poi ironizzato su quella descrizione platonica e assolutamente a-fisica degli Stilnovisti, creando dei sonetti dedicati alla sua Dark Lady, una donna vera che calpestava la terra su cui camminava ma che non per questo era amata di meno.

Sicuramente però, facendo un paragone tra le due società, il rapporto tra i due sessi è mutato ancora di più di quanto Bocaccio o Shakespeare potessero pensare, almeno quando si parla di ‘luce del sole‘. Nonostante ancora molti tabù resistano e l’imbarazzo sia chiamato a sopraggiungere anche solo quando si osa pensare ad un simile argomento, in pubblica veste il sesso ha fatto la sua apparizione. Il rapporto uomo-donna non è più pubblicamente raccontato come una relazione verso Dio, ma è ben più sfaccettato e ‘realistico’. Sempre più spesso molti dettagli non sono celati ma espressi, anche come risposta ad una società che non è più disposta a sentire solo una versione distorta della realtà.

La trilogia di Cinquanta Sfumature è esattamente l’opposto di ciò di cui parlava il Dolce Stil Novo

Ormai si è caduti quasi nell’eccesso opposto, in un regno dove talvolta è proprio il sesso a fare da protagonista. ‘Cinquanta sfumature di …’ è diventato un fenomeno editoriale d’altronde. Non si riesce neanche ad immaginare un Dante che, seduto nei pressi dell’Arno, si metta pubblicamente ad aprire e leggere un romanzo tale. O anche solo, che si metta a scriverlo o a pensarlo. Oggi, invece, addirittura ne sono usciti i film che hanno riempito le sale. Il rapporto tutt’altro che platonico tra Christian Grey e Anastasia Steele è conosciuto (e amato) da moltissime persone in tutto il mondo.

 

Sembra davvero assurdo che si sia passati dal non poter nemmeno concepire, o almeno renderlo pubblico in piazza, un rapporto simile, al farlo diventare un caso mondiale letto da migliaia e migliaia di persone. Ovviamente esistono le vie di mezzo e per fortuna l’essere umano non vede solo bianco e nero. Tuttavia, è davvero accecante quanto il pensiero umano sia cambiato nel corso dei secoli, e quanto i rapporti umani siano ugualmente mutati. Viene spontaneo chiedersi cosa potrà accadere tra altrettanti secoli.

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Studentessa di Lingue, Comunicazione e Media presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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