Trama

David, il protagonista, è candidato alle elezioni per la carica di senatore a New York. Per caso incontra una ragazza, Elise. Tra i due subito nasce qualcosa di importante. Tuttavia, succede qualcosa di imprevisto: i “guardiani del destino”, coloro incaricati di far accadere le cose così come sono scritte e progettate nel “piano divino”, si oppongono alla relazione fra Elise e David. Essi sembrano uomini comuni, vestiti di grigio e con un cappello. I guardiani catturano David e gli sottraggono il numero telefonico di Elise,  “non era previsto che la incontrassi” affermano. Quindi a David viene spiegato che lui ed Elise non possono stare insieme perché la loro relazione non è stata progettata nel “piano divino” e metterebbe in pericolo quest’ultimo. David si ribella a questo destino che non sente appartenergli. Per incontrare Elise prende lo stesso autobus per 3 anni. È disposto a tutto pur di infrangere questo disegno.

Spinoza: necessità logica

Il filosofo nella sua opera “Ehica more geometrico demonstrata” spiega che credere nella libertà umana è un’illusione. L’uomo è una modificazione finita della sostanza infinita, che è Dio. Come ente finito all’uomo non è possibile sottrarsi al rigido determinismo che regola la natura, vi è un ordine immutabile e necessario che regola tutto ciò che accade. Fanno parte di quest’ordine anche i desideri e le azioni dell’uomo. L’unica forma di libertà che spinoza ammette è la consapevolezza. La conoscenza di terzo grado è chiamata “amor dei intellectualis” ed è esposta nell’ultima parte dell’etica. Essa permette la consapevolezza della propria necessità, del fatto che siamo una modificazione finita e transitoria dell’infinito. Per Spinoza non esistono caso e contingenza, tutti i fenomeni devono accadere per necessità logica.

Le Moire

La questione del destino e della libertà umana è particolarmente interessante se si guarda al mondo antico. Nella tradizione classica troviamo le tre Moire: Atropos, Clotho e Lachesi. Queste sono le tessitrici del destino. Per gli uomini le Moire regolavano la durata della vita dalla nascita alla morte, utilizzando un filo. Esse dimoravano nell’Ade, nutrendo un senso di distacco per la vita degli uomini, come i famigerati uomini col cappello del film. Essi fanno tutto ciò che devono per impedire agli uomini di uscire dal piano, non si interessano delle loro vite. Clotho presiedeva alla nascita e filava lo stame della vita; Lachesi svolgeva lo stame sul fuso e Atropo lo recideva con le cesoie, irreversibilmente. Il ruolo delle Moire era quello di stabilire l’equilibrio del cosmo. Tuttavia il destino vero e proprio era identificato dai greci nella figura di Ananke, madre delle Moire. Ananke è costringimento e necessità, il vero e proprio Fato. Queste figure sono presenti anche in Platone nel noto mito di Er:

Il fuso si volgeva sulle ginocchia di Ananke. […] Altre tre donne sedevano in cerchio a eguali distanze, ciascuna su un trono: erano le sorelle di Ananke, le Moire, in abiti bianchi e con serti sul capo, Lachesi Cloto Atropo. E cantavano in armonia con le Sirene: Lachesi il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro. Cloto a intervalli toccava con la destra il fuso e ne accompagnava il giro esterno, cosí come faceva Atropo con la sinistra per i giri interni; e Lachesi con l’una e con l’altra mano toccava ora i giri interni ora quello esterno. Al loro arrivo, le anime dovevano presentarsi a Lachesi.

Elena Bellinello 

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