I bambini che parlano con la luce

L'autismo: un problema di cui spesso non abbiamo il coraggio di parlare. O di ascoltare.

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bambini con autismo
autism

 

L’autismo viene definito, al giorno d’oggi, un disturbo del neurosviluppo, relativa a una difficoltà nel relazionarsi con altri individui. Il primo ad identificarlo fu lo psichiatra Leo Kanner, il quale, in un articolo del 1943, descrisse circa una decina di casi di bambini completamente disorientati e disinteressati al mondo esterno e alle persone che li circondavano. L’autismo in realtà ha radici molto più profonde nel tempo, tanto che la psicologa Lorna Wing, nel 1971, riesce a spiegare con tale disturbo la leggenda dei “bambini rapiti dalle fate”, diffusa soprattutto nel nord Europa già da prima del 1500. Questo racconto popolare narra infatti di neonati che venivano rapiti da delle fate (o folletti) che ne lasciavano al loro posto dei bambini ‘fatati’. La creatura ‘fatata’ era molto bella ma particolare, strana, e diversa da quella che era considerata la normalità degli esseri umani.
Se ne hanno rappresentazioni anche in opere risalenti al XV sec. come “The Legend of St. Stephen”; in un dettaglio del dipinto si può infatti notare un demone che ‘scambia’ un neonato con un piccolo diavoletto cornuto.

bambino autistico

L’autismo oggi

Al giorno d’oggi, invece, sappiamo qualcosa di più sull’autismo, grazie ad una serie di studi condotti dal 1950 ad oggi. Con certezza possiamo dire che si tratta di una difficoltà nella relazione e nelle interazioni sociali, nella comunicazione, nei comportamenti e negli interessi. Con certezza sappiamo che si sviluppa nei primi tre anni di vita, e che non è relativo solamente ad una popolazione, ma a tutto il mondo.
Si possono inoltre ‘dare’ dei numeri, con relativa sicurezza; su 1000 bambini, 4-5 soffrono di spettro dell’autismo (ovvero in forma lieve, vedi la Sindrome di Asperger), mentre uno su mille ha effettivamente una forma grave di disturbo. Il rapporto è di circa 4 maschi contro 1 femmina, ovvero quattro volte tanto.
Negli anni scorsi si è spesso parlato di una vera e propria ‘epidemia’, dato che il numero pare in costante aumento, conclusione supportata da ricercatori anglosassoni, che hanno notato come i casi siano passati dallo 0,3% all’ 1,5% nel giro di poco più due lustri. Questi numeri hanno spaventato buona parte della popolazione europea, che ha frettolosamente attribuito le cause di tutto ciò al primo capro espiatorio possibile.

Le cause

In realtà, questi numeri sarebbero molto ridimensionati e si sospetta che, più che un aumento dei casi, riflettano un aumento delle diagnosi, dovuto a una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione sul disturbo. I risultati sono quindi dovuti ad un riconoscimento di nuove forme di autismo molto più lievi, che prima non erano considerate.
Le cause, al giorno d’oggi, non sono ancora chiare, ma la comunità scientifica afferma con certezza che sono relative alla genetica e alla neurobiologia; in particolare, la causa maggiore dell’autismo sembra essere un danno che si crea al sistema nervoso durante lo sviluppo fetale e di crescita del feto. Il tutto ovviamente avvalorato da studi delle aree cerebrali di bambini affetti da autismo attraverso risonanze magnetiche.

Le Fake-News

Nonostante le ripetute smentite da parte degli scienziati però, da anni continuano a circolare le voci che a causare l’autismo possano essere alcune vaccinazioni sostenute in età pediatrica. In un caso in particolare, sotto accusa c’è stato il vaccino contro il morbillo, ed è stato dimostrato che si trattava di una vera e propria bufala: falsificando i dati, un medico inglese era riuscito a pubblicare su una rivista scientifica autorevole l’ipotesi che il vaccino, che contiene il virus vivo attenuato, potesse provocare dei disturbi intestinali caratteristici e l’autismo.
Tuttavia, quest’idea continua la sua diffusione, grazie alle mille informazioni che possono essere reperite su Internet. E anche alcuni politici, senza essere realmente informati su ciò di cui parlano (anche per loro stessa ammissione) diffondono imperterritamente questa paura nella gente. Recentemente infatti, alcuni esponenti si sono esposti sull’argomento, in relazione alla firma apportata da Beppe Grillo sul Manifesto per la Scienza. Le motivazioni fornite, però, non sono convincenti, anzi; paiono più i sillogismi di persone spaventate e poco informate dall’argomento.

Perché l’autismo non dipende dal sistema immunitario, non è una malattia. E’ solamente una condizione, un modo di essere.

 

Matteo Bersi

 

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