Cos’è la TS?

La sindrome di Tourette (TS) prende il nome dal neurologo francese De la Tourette che la evidenziò nel 1800. Si tratta di una sindrome neuro-comportamentale cronica, determinata principalmente da un metabolismo anormale della dopamina, diagnosticabile in un individuo che mette in atto più tic motori e almeno un tic vocale a partire da prima dei 18 anni d’età. Per tic intendiamo vocalizzazioni o movimenti motori stereotipati, improvvisi, veloci, non ritmici che appaiono frequentemente e che se compiuti portano alle persone affette da Tourette un senso di gratitudine. Nei casi peggiori si parla di coprolaliacoproprassia che rendono difficile la vita sociale e familiare.

La vita dietro un tic

Fare la spesa al supermercato, uscire a fare una passeggiata, riordinare casa, qualsiasi azione porta inevitabilmente ad un tic. Difficile vivere l’adolescenza senza poter controllare ciò che si dice o si fa e altrettanto difficile provare a costruire una famiglia. Molte persone hanno trovato la loro famiglia in gruppi di sostegno e supporto che permettono loro di vedersi dall’esterno. Moltissime le testimonianze in cui ragazzi non capiti venivano insultati senza pensare di peggiorare così le loro situazioni. 

La tourette tra cinema e celebrità

Anche il cinema si è interessato alla Sindrome di Tourette anche se, purtroppo, in alcuni casi in maniera superficiale mostrando, come se fossero i sintomi principali i tic più eccessivi e soprattutto l’irrefrenabile istinto di dire parolacce. Tante davvero invece le celebrità che ne sono affette. Si è confessato tourettico il portiere della nazionale di calcio statunitense Tim Howard in un’intervista confessione rilasciata allo Spiegel nel 2013 in cui confessa che, più è importante la partita più aumentano i tic anche se, incredibilmente, quando la palla è vicina i muscoli si rilassano. Oltre a Howard molti davvero i personaggi celebri a cui la Sindrome di Tourette non ha certo impedito fulgide carriere. Di questa sindrome era affetto il grande musicista Wolfgang Amadeus Mozart, il genio e sregolatezza del calcio inglese Paul Gascoigne, il divo del rap Eminem.

Esiste una possibile cura

Essendo una sindrome neuro-comportamentale la farmacoterapia è considerata il trattamento di scelta per questo disturbo e la sua efficacia è stata dimostrata in esperimenti placebo. In ogni modo, per quanto riguarda i farmaci, molti pazienti rifiutano o  interrompono il trattamento a causa degli effetti collaterali indesiderati o della parziale o totale inefficacia dei medicinali. Per quanto riguarda la terapia cognitivo-comportamentale, che si esaurisce in circa 10 sedute per un sintomo, lo psicologo è tenuto alla collaborazione con un’équipe multidisciplinare e affinché i benefici abbiano luogo e persistano nel tempo è indispensabile la motivazione al trattamento il coinvolgimento attivo del paziente.

Francesca Morelli

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