Lorenzo il Magnifico: tra pixel e pagine

È andata in onda martedì 23 ottobre la prima puntata dell’attesissima seconda stagione della fiction internazionale ‘I Medici‘. La serie, di produzione italiana e inglese, si è presa il compito di raccontare il Rinascimento attraverso gli occhi di una delle famiglie protagoniste nella sua fondazione: quelli dei signori di Firenze.

Se la prima stagione era incentrata sulla figura di Cosimo de’ Medici (interpretato da Richard Madden), la seconda vede come personaggio di spicco il nipote Lorenzo, detto il Magnifico. I suoi -onerosi- panni sono vestiti dal britannico Daniel Sharman, il quale deve compiere l’ardua impresa di rappresentare al meglio una delle personalità più importanti per la storia italiana.

Daniel Sharman nei panni di Lorenzo il Magnifico

La figura di Lorenzo, infatti, è molto amata ed apprezzata da tutti. Un abile politico, l’ago della bilancia italiana, un uomo di arte e di cultura, fondatore della prima accademia d’arte della storia, mecenate e compositore esso stesso. È normalmente considerato come uno dei padri del Rinascimento italiano. Grazie alla sua arguzia, riuscì a rendere grande la sua città e ad esportare i suoi artisti ovunque nel mondo. Botticelli, Leonardo e Michelangelo compaiono tra la sua cerchia. Ma chi era davvero Lorenzo il Magnifico?

 

Incarnazione del Rinascimento: l’artista…

Lorenzo di Piero de’ Medici è conosciuto da tutto il mondo come ‘il Magnifico’. Questo appellativo ha origini molto antiche, e si riferisce a chi pratica l’esercizio della ricchezza personale avendo come fine lo sviluppo del bello e dell’utile per la propria comunità. Nonostante fosse solitamente attribuito ai reggenti del potere (cosa che Lorenzo, di fatto, non era), su di lui il termine calza a pennello.

Esso, infatti, riuscì grazie al suo animo sensibile ad ogni forma e indirizzo d’arte, a circondarsi di quelli che poi sarebbero diventati tra i più apprezzati artisti della storia. Ma a differenza degli altri mecenati dell’epoca, gelosi delle loro ‘scoperte’, Lorenzo non si limitò a finanziarli e dar loro uno scopo. Guidato dal suo pragmatico spirito politico, il Magnifico vide nell’arte un’opportunità di fare grande la sua repubblica. Incitò gli artisti fiorentini ad uscire dalle sue mura, così da rendere la bravura di Firenze nota a tutta Italia. Grazie a questa strategia, si può liberamente considerare un esempio di marketing culturale.

Dipinto raffigurante Michelangelo che mostra a Lorenzo il Magnifico la testa di fauno che ha scolpito. Lorenzo era circondato da numerosi artisti che poi diventeranno capostipiti di vere e proprie scuole, come appunto Michelangelo o Leonardo da Vinci

Inoltre, si concentrò sull’architettura e si mischiò esso stesso con i suoi protetti, partecipando personalmente, in compagnia del fratello Giuliano, agli incontri che si tenevano nella villa di Careggi. Attento alle nuove correnti, curioso, brillante, si dilettò numerose volte nell’esercizio delle rime, cercando riportare alla ribalta il volgare fiorentino.

Esattamente come con la scelta dell’esportazione degli artisti, però, anche questa non era dettata solo da scopi letterari.

 

E l’uomo politico

Lorenzo era infatti entrambi i lati della medaglia: da una parte umanista convinto, dall’altra scaltro uomo politico. L’obiettivo di imporre Firenze sugli altri stati si mischiò con i suoi interessi culturali. Vedeva per esempio l’elevazione del fiorentino come modo per far regnare la sua lingua anche sulle altre corti italiane. Così facendo, anche la città ad essa legata avrebbe primeggiato, addirittura vista parallelamente ad Atene in Grecia.

Il suo apporto politico fu così sostanziale che riuscì a evitare le guerre fratricide nel paese, e ad allontanare, almeno durante la sua (breve) vita, le mire straniere sulla penisola. Resistette alle congiure (dove perse il fratello Giuliano), alle ribellioni antimedicee orchestrate da nobili fiorentini e potenze estere, alla (seppur temporanea) scomunica papale e si creò una rete di amicizie lunga tutta Italia.

Lorenzo il Magnifico

Dopo un viaggio diplomatico a Napoli nel 1479 durato tre mesi, nel tentativo di sanare le guerre che si stavano scatenando tra la coalizione antifiorentina guidata dallo Stato della Chiesa e il capoluogo toscano, venne consacrato come deus ex machina della stabilità degli Stati che componevano la penisola italica. A seguito della sua morte, Caterina Sforza pronunciò le celebri parole:

‘Natura non produrrà mai più un simile uomo’

 

Medici: the Magnificent

Vista la popolarità del personaggio storico ed in generale della sua famiglia, sarebbe parso strano non ricavarci un prodotto mediale. La serie, partita nel 2016, ha ricevuto una calorosa accoglienza da parte del pubblico. La prima puntata della seconda stagione, per esempio, ha registrato uno share del 17,6%, con 4.158.000 telespettatori e 150 mila interazioni totali sui social.

Il cast della seconda stagione de ‘I Medici’

Nonostante questo, e nonostante il fatto che nel 2016 abbia esordito a Cannes come una delle 10 migliori serie internazionali, la critica si vede un po’ divisa. Questa serie, infatti, si propone come una fiction storica. Ha portato sotto le luci del palcoscenico personaggi rilevanti per la storia soprattutto italiana, ma anche europea. Il tentativo di adattare gli eventi ai bisogni dell’audience, sacrificando talvolta proprio quella storia di cui si fa portavoce, non è stato sempre ben visto. Addirittura, è stata letta come ‘una sconfitta della cultura‘ da parte del critico d’arte Philippe Daverio, o un’offesa alla cultura nazionale italiana dall’ultimo discendente della famiglia.

Il pubblico internazionale, però, continua comunque ad amare questa serie. E la curiosità verso le personalità da lei dipinte si è scatenata. Lorenzo il Magnifico ha rifatto capolino nella mente di molti, portando forse anche ad approfondire sulla sua persona. Lo scopo della serie, se visto in questo modo, allora non si può dire del tutto disatteso.

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