Il 14 febbraio di quest’anno non è solamente la giornata dell’amore e degli innamorati (per fortuna, direbbe qualcuno) ma anzi è un giorno in cui si ha la possibilità anche di divertirsi perché Matteo Renzi pubblica un libro in cui paragona Matteo Salvini a Chiara Ferragni.

Copertina di “Un’altra strada”, il nuovo di libro di Matteo Renzi

Il fattore estetico della coppia Salvini-Ferragni ci lascia quantomeno perlpessi e tuttavia siamo destinati a non vederli insieme (ahimè) almeno per adesso poiché lui è appena uscito da una chiacchierata relazione e lei è impegnata con Fedez e il loro bambino.

Il Post ha pubblicato un’anticipazione del libro di Renzi (che trovate qui) in cui sostanzialmente si interroga sulle strutture politiche di Lega e Movimento.
Sulla Lega si chiede se il consenso acquisito non sia frutto anche dei famosi 49 milioni e se quindi il valore politico del partito in questione non sia determinato dai soldi che hanno pagato “prima gli italiani”.

Del Movimento mette in dubbio la piattaforma Rousseau definendola “oscura”, ma critica anche l’idea che quest’ultima possa sostituire il Parlamento.

L’unico elogio in questa prima parte del suo libro Matteo Renzi lo riserva a Chiara Ferragni la quale “ha rivoluzionato la moda e lo ha fatto senza spendere un centesimo di soldi pubblici”, mentre non è andata così bene a Salvini considerando che anche lui “diffonde le foto delle sue cene” e quindi è “un’aspirante webstar, è una Chiara Ferragni che non ce l’ha fatta”.

Kent Brockman, noto giornalista a Springfield

Parole dure” direbbe Kent Brockman dei Simpson se fosse in grado di commentare quest’anteprima del libro dell’ex Presidente del Consiglio che pure non ci lascia senza interrogativi, ma propone una possibile soluzione per la moderazione delle azioni online dei politici delle istituzioni: istituire una “commissione parlamentare di inchiesta” che vigili su questi temi.

Questa commissione si dovrebbe occupare comunque solo di vigilare sulle possibili notizie false create ad hoc dai vari partiti e non limitarli nella loro campagna elettorale che essi possono svolgere nella maniera che più preferiscono.

A questo proposito viste le ultime campagne elettorali suggerirei a chiunque voglia ascoltarmi di preparare una campagna elettorale seguendo il modello di quella realizzata da Salmo per l’uscita del nuovo album Playlist, facendo apparire i vari politici un po’ in piazza vestiti da clochard, un po’ su Netflix e perché no pure su Pornhub.

Simone Zaccaro
@abbaiandosudovest

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