Il sessantanovesimo Festival di Sanremo si è concluso solo ieri sera, anche se sembra che in realtà non sia mai finito. Questi cinque giorni di festival sono stati infatti un trampolino di lancio per una serie di critiche, discussioni e reazioni di ogni tipo che non hanno ancora accennato a placarsi.

Si pensi, in primis, allo scandalo nato ancora prima dell’inizio del Festival con l’esclusione della canzone ‘Caramelle‘ di Carone e i Dear Jack. Un tema, quello della pedofilia -protagonista del componimento- probabilmente considerato troppo scottante per questo tipo di trasmissione. Poi, il panico generale causato dal testo di ‘Rolls Royce‘ di Achille Lauro, accusato non solo di plagio, ma anche di inneggiare al consumo di droga e protagonista di una sorta di guerriglia con il programma di canale 5, ‘Striscia la notizia’.

Per quanto riguarda la serata finale, hanno primeggiato i fischi e la disapprovazione del pubblico in sala nei confronti della classifica. Oltre alla contestata posizione di Loredana Bertè, il polverone (fuori e dentro l’Ariston) è cresciuto a causa dell’inattesa incoronazione a vincitore di Mahmood. Il cantante, con la sua ‘Soldi’, si è infatti aggiudicato il prestigioso premio, causando involontariamente una serie di polemiche riguardanti soprattutto le sue origini italo-egiziane.

 

Ma chi è Mahmood?

Mahmood è il nome d’arte del giovane milanese Alessandro Mahmoud. Nato nel capoluogo lombardo nel settembre del 1992, sua madre è sarda mentre suo padre egiziano. Quella di Sanremo non è la prima esibizione televisiva. Il cantante, infatti, aveva in precedenza partecipato a X-Factor, alla sezione ‘nuove proposte’ del Festival e alla quinta edizione del Summer Festival; oltre che all’edizione del 2018 di ‘Sanremo Giovani’, dove è uno dei due vincitori, aggiudicandosi così di entrare tra i big che si sarebbero esibiti nel febbraio del 2019 sul palco dell’Ariston.

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, Mahmood e Claudio Bisio al momento della premiazione

La sua carriera si snoda tra le performance e la scrittura di testi per alcuni suoi colleghi. C’è la sua mano in ‘Nero Bali’ di Elodie, ‘Luna’ di Fabri Fibra e nella recentissima ‘Hola (I say) di Marco Mengoni e Tom Walker. Sarà anche prossimamente impegnato in un tour in giro per le maggiori capitali mondiali in compagnia degli altri finalisti di Sanremo Giovani. Infine, rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv.

 

‘Soldi’: un racconto di superficialità sulla scia di Ionesco

Vera vincitrice del Festival di Sanremo è, però, la sua canzone. ‘Soldi‘ racconta del legame con un padre distante, interessato più alla realizzazione personale che a suo figlio. Non si sa se sia uno ‘sfogo’ biografico velato di nostalgia per un tempo che mai è stato e mai potrà essere. Quello che è certo è però il tema, dove regnano ipocrisia, superficialità e rapporti complicati trattati con uno stile spontaneo, polemico e provocatorio.

Tutto questo ricorda decisamente un’opera fondamentale della letteratura non solo francese, ma mondiale: ‘La Cantatrice Calva‘ di Ionesco. La commedia teatrale ha infatti non solo fatto scuola per quanto riguarda il teatro dell’assurdo, ma si immerge in quella ipocrisia sociale che sembra drammaticamente descrivere la nostra realtà.

Eugene Ionesco

Tutto, da i personaggi anonimi al mobilio, fa percepire la critica sociale che il drammaturgo francese sta muovendo. I coniugi inglesi sono estremamente stereotipati, a partire dai loro cognomi tipicamente britannici: Smith e Martin. I discorsi che intrattengono sono di fatto privi di ogni contenuto, banali e asettici. Anche l’ambiente che li circonda è privo di logica e concretezza: per esempio, l’orologio batte rintocchi in modo totalmente casuale. Il tempo sembra assente in questo frangente di mondo dove nulla va come ci si aspetterebbe.

Questa apparente assurdità della scena monotona e piatta non sarebbe altro che una critica ad una società vuota, interessata solo all’apparire e non all’essere, priva di contenuti o di legami veri. 

Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi

Sotto questo frangente, le parole di Mahmood ricordano incredibilmente il senso di Ionesco. Seguendo questo parallelismo, si arriva alla conclusione che la società negli anni non avrebbe fatto altro che affogare nella sua superficialità, preferendo il materiale al rapporto umano.

 

Le reazioni

Ora che il vincitore e la canzone sono chiari, si può finalmente parlare delle varie e differenti reazioni che questa ‘inattesa’ vittoria ha scatenato. In primis, vale la pena ricordare quella del diretto interessato. Al giovane infatti è occorso un momento per rendersi conto di aver appena vinto il 69° Festival della canzone italiana. Lo si vede chiaramente sgranare gli occhi sorpreso nel momento della lettura del suo nome come primo classificato, regalando al pubblico un momento di grande emotività. Virginia Raffaele gli si è avvicinata per ribadirgli la vittoria, notando la sua palpabile emozione ed incredulità.

Chi non pare averla presa così bene è invece il suo collega Ultimo, arrivato secondo. Si è infatti scatenato un accesso scambio di opinioni con la stampa relativamente alla reazione del cantante romano, che però si è successivamente definito semplicemente ‘amareggiato da se stesso’ e, più che con l’avversario, se la sarebbe presa con i giornalisti.

Altra opinione negativa è arrivata da un tweet di Matteo Salvini. È stato infatti questo a creare maggiormente il tornado di polemiche:

#Mahmood…………… mah………… La canzone italiana più bella?!? Io avrei scelto #Ultimo, voi che dite??

A questo sono infatti seguiti numerosi commenti altamente critici direttamente contro Mahmood, non contro la sua canzone. Molti degli utenti si sono scagliati sulle origini del cantante, criticando il fatto che sia italo-egiziano e non considerandolo per questo ‘un vero italiano’. Si sono inoltre attaccati a questo fatto per insinuare un coinvolgimento politico nelle votazioni, organizzate in modo da dare contro in ogni modo al governo in carica, fino al punto di far vincere Mahmood solo perché simbolo di integrazione.

A questi si accostano, al contrario, tweet nettamente in contrasto con quello del ministro dell’interno, partendo da quello della sua ex fidanzata Elisa Isoardi. La conduttrice si è infatti schierata dalla parte del vincitore, scrivendo: Mahmood ha appena vinto il festival di Sanremo. La dimostrazione che l’incontro di culture differenti genera bellezza. #top #culture

I tweet di Salvini e della Isoardi che hanno diviso il web

Questa presa di posizione ha portato a rendere il risultato del Festival un vero e proprio dibattito politico, dove forze opposte si scontrano dividendo la popolazione da una parte all’altra. Il PD ha infatti risposto a Salvini usando Mahmood come provocazione, Gue Pequeno ha postato una foto che come descrizione ha l’emoticon del dito medio rivolto al leader della lega.

 

Insomma, un Festival pieno di sorprese, colpi di scena e polemiche, che ha eletto a suo vincitore un giovanissimo. Un cantante che nonostante tutte le differenti reazioni continuerà ad esultare e a rappresentare il nostro (e suo) paese in tutto il mondo.

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Studentessa di Lingue, Comunicazione e Media presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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